Baby
Baby


Da quando è nato Tommaso la mia vita è cambiata.
E’ cambiato sostanzialmente il modo in cui approccio ciò che mi accade e ciò che mi circonda.
Sono stata educata, dai miei genitori, ad un’attenzione al cibo sano, genuino e buono, mi occupo di enogastronomia professionalmente, da anni, ma da quando il mio piccolo “gnomo” si è seduto a tavola ho cercato di ampliare ulteriormente le mie conoscenze e di trasmettergli tutta la mia curiosa passione per il “gusto”. Così ho pensato di confrontarmi con amici chef e genitori per scoprire cosa cucinassero ai loro figli: un confronto qualificato e divertente. Da queste conversazioni è nato “Il mio papà è uno chef!”, un libro che vuole essere un contributo per tutte le persone che hanno intenzione di far crescere i propri figli - o anche nipoti, perché no - alimentandoli in maniera sana e gustosa, prendendo spunto dalla competenza e dalla fantasia di papà che si confrontano con il cibo per lavoro, tutti i giorni. Inoltre ho cercato di raccogliere qui una serie di informazioni pratiche, che anch’io, come mamma “alle prime armi” avrei avuto bisogno di sapere, e che naturalmente ho scoperto solo con l’esperienza!
La prima cosa da tener presente è che le norme nutrizionali più giuste ed appropriate, quelle che fonderanno la base degli stili alimentari dell'adulto, nonché la conoscenza del gusto del cibo, si apprendono proprio durante l'infanzia, ed in particolare nei primi due anni di vita.
Nella vita di ognuno di noi esistono solo due grandi rivoluzioni alimentari: la prima è rappresentata dalla nascita, il momento in cui, dopo 9 mesi circa di alimentazione per vena si passa per la prima volta ad un'alimentazione orale, rappresentata dal latte, sia esso materno, sia invece con un latte formulato (cosiddetta "alimentazione artificiale").
Il secondo momento di stacco avviene a circa 6-7 mesi di vita, con il divezzamento: in questo processo, infatti, che dura circa 1 anno, si passa progressivamente da un'alimentazione esclusivamente lattea, monotona se si vuole, ad una diversificata sia per consistenza che per composizione che per stili. Qualunque scelta alimentare si possa volontariamente compiere nelle epoche della vita successive, per quanto radicale essa sia, non potrà mai rappresentare uno stacco tanto grande come le due che ho citato.
Ma per Tommaso, come per ogni altro bambino nutrirsi non significa solo soddisfare una necessità biologica: è un momento ricco di valenze affettive, psicologiche e relazionali. Quindi una corretta alimentazione, presupposto essenziale per una crescita armonica e ottimale, deve tener conto delle diverse fasi della vita, sia dal punto di vista nutrizionale sia da quello comportamentale.
Ogni genitore dovrebbe aver ben chiaro che nella prima infanzia iniziano a strutturarsi i gusti e le abitudini che formeranno lo stile alimentare dell’età adulta, per cui, coltivare corrette regole alimentari da parte di tutti i componenti della famiglia è fondamentale per indirizzare il bambino verso uno stile alimentare salutare.Lo sviluppo delle abitudini alimentari è influenzato dalla struttura familiare, dal livello culturale e dalle interazioni familiari: una dieta sana e delle relazioni interpersonali positive, aiuteranno lo sviluppo di comportamenti alimentari corretti, senza eccessi, carenze e ribellioni.
Insomma, sta a noi aiutare i nostri figli a scoprire quanto sia importante educare il proprio gusto e quanto sia affascinante scoprire il mondo alimentare, per un futuro più interessante e sano.




